CARTIER ID TWO Concept (ID2) con Video

Negli ultimi due, tre anni, Richemont Group ha spinto moltissimo Cartier Replica in alto, nei cieli dell’Alta Orologeria. Così, vedere un nuovo “concept” orologiero che affronta in maniera mai vista prima il limite fisico degli attriti presenti in un movimento meccanico, con 32 giorni di riserva di carica marchiato Cartier, non sembrerebbe tanto una sorpresa. Invece, come il suo predecessore ID ONE Cocept è un segnatempo che concordi o discordi dalla sua filosofia sta facendo e farà anche in seguito molto parlare di sé.
Bernand Fornas – CEO della Maison – ha dichiarato che con ID TWO Concept la manifattura di La Chaux-de-Fonds, vuole dare un segnale di quella che sarà la direzione di Cartier per gli orologi che vedremo tra il 2020 e il 2030 anzi, sottolinea che “gli orologiai stanno lavorando per i segnatempo che vedremo nel 2040 e nel 2050”. Interessante, ma tutto ciò – come l’anno scorso affermò in un intervista diretto e senza mezzi termini Maximilian Busser – è oramai “quotidianità”, e non stiamo parlando di IT, ma delle nostre amate molle, ruote, spirali con Secoli di “lenta evoluzione tecnica” alle spalle.

Cartier Replica Italia

Cartier ID ONE “Il Padre” di ID TWO

Lanciato nel 2009 Cartier ID ONE fu il primo segnatempo mosso da un movimento, virtualmente eterno, che non necessita di alcuna regolazione. L’obiettivo dichiarato fu raggiunto grazie a un approccio futurista sulle tolleranze – prossimo al micron µ – tramite tecnologie DRIE (più in basso la spiegazione). In pratica, gli elementi del suo Calibro come scappamento e molla del bilanciere sono stati ottimizzati sia nella forma che nei materiali come ad esempio il cristallo di carbonio, Niobio Titanio (NbTi), Zerodur* e rivestimento ADLC. (*Zerodur è un marchio registrato dalla Schott AG).

ID TWO Concept un orologio “sottovuoto”

L’obiettivo ambiziosissimo che Cartier si era posto con ID TWO Concept era quello di aumentare l’energia immagazzinata da un movimento meccanico di circa un terzo, dimezzandone nel contempo l’attrito.
Sintetizzando a mo’ di formula:

30% in più di energia + consumo di 2 volte inferiore = 32 giorni di riserva di carica

Geniale, ma alla A. Lange & Söhne devono averlo trovato divertente, ed ecco perché: con il Lange 31 gli orologiai sassoni ci sono arrivati parecchi anni fa. Un giorno in meno, per essere precisi, ma anche superare i 32 non sarebbe stato certo un problema, e con la meccanica tradizionale. Di sicuro a Glashütte avranno sorriso pensando a ID TWO, con quel briciolo di campanilismo che vuole che la competizione scaturisca – per definizione – sempre “in casa” (ndr la manifattura sassone è sempre di proprietà Richemont). Ma questa per essere onesti è stata una licenza che mi sono preso, pensando alle tradizioni orologiere e, onor del vero, non al fatto che ID TWO si è proposto di farlo con “mezzi” assolutamente diversi.

Ma quali sono i segreti di ID TWO Concept? Come ha fatto Cartier ad ottenere un risultato del genere con la metà della forza di carica? Dopo il video ufficiale della Maison, ecco elencati i 6 punti chiave del progetto.

https://youtu.be/_zTANbrb6Ws

1. CASSA IN CERAMICA SOTTOVUOTO
Per proteggere il meccanismo regolatore dalla resistenza opposta dall’aria, l’interno della cassa trasparente in Ceramyst(tm) è completamente sottovuoto. L’ermetismo è inoltre garantito da guarnizioni iniettate di nanoparticelle.

2. BARILETTI CON DOPPIE MOLLE IN FIBRA DI VETRO
Per la prima volta nella storia, come giustamente e orgogliosamente sottolinea Cartier, le molle che avvolte nel rocchetto del bariletto immagazzinano l’energia non sono di metallo, ma di carbonio, soluzione che sembra da sola garantire un’energia superiore se comparata a quella tradizionale.

3. TECNOLOGIA DRIE (Deep Reactive Ion Etching)
Una tecnologia che permette ai componenti di essere tagliati con estrema precisione, nell’ordine di micron µ, che si presta bene all’utilizzo del cristallo di carbonio. Cosa sono i cristalli di carbonio? Un diamante può essere considerato un “enorme cristallo di carbonio”!

4. TRENO DEL TEMPO A DIFFERENZIALE
Il treno del tempo nel ID TWO è assemblato in un differenziale, composto di elementi di materiali ultraleggeri per offrire un attrito minimo e un rapporto ottimale di riduzione.

5. SCAPPAMENTO ID
Cartier ID TWO riutilizza la soluzione sperimentata nel concept ID One: i componenti realizzati con tecnologie DRIE, oscillatore e scappamento montati su un cuscinetto di cristallo di carbonio e assi di rotazione in titanio con rivestimento nero ADLC.

6. RIVESTIMENTO ADLC
Acronimo di Amorphus Diamond Like Carbon – ricopre tutti gli elementi del movimento con un fine strato protettivo nero anti-usura, auto-lubrificante, e che dona una proprietà di estrema resistenza agli urti. E’ soventemente utilizzato nella tecnologia aerospaziale e negli armamenti.

Tutti i “NUMERI” del nuovo Concept

Le informazioni fornite dalla manifattura su ID TWO riportano un interessante diapositiva con tutti i numeri di questo nuovo orologi replica Concept. Le elenco nell’ordine dall’alto verso il basso.

  • +30% energia immagazzinata
  • 48% guarnizioni in meno
  • 5 anni di ricerca e sviluppo
  • 135 persone tra ingegneri, orologiai, tecnici, impiegati nel progetto ID TWO
  • 32 giorni di riserva di carica
  • 500 volte meno aria all’interno della cassa rispetto all’esterno
  • 1 micron (1/1000th di millimetro) di tolleranza tra taluni elementi del Calibro
  • 50 i mestieri impiegati per costruirlo
  • 99.8% la percentuale di vuoto raggiunta all’interno della cassa
  • 197 elementi
  • 6 brevetti
  • 42 mm di diametro
  • -37% il consumo dell’oscillatore sotto-vuoto
  • 2 volte in meno l’energia consumata

cartier-id-two-calibro-450x335

Conclusioni

Il progetto Carter ID TWO si commenta a questo punto da solo e con una sola parola: impressionante! Sottolineo però ancora che – come per altro dichiarato da Cartier stessa – sia un Concept, quindi “un laboratorio” al polso, anzi neanche perché così configurato molto probabilmente non lo vedremo mai allacciato a nessun polso.

Perchè in ogni campo sono utili i Concept o, come vengono chiamate da oltre quarant’anni nel campo automobilistico, le “Dream Car”? Perchè ID TWO ora come ora rappresenta proprio “un sogno”. C’è da dire che l’idea di mettere un movimento sottovuoto è vecchia di cent’anni, ma di nuovo onore a Cartier per averla realizzata. Forse l’innovazione realizzabile da subito è quella delle doppie molle di carica in carbonio, ma solo alla Replica Cartier sanno se “isolabile” dal resto.

Senza impugnare alcuna facile “sindrome della discordia” che da sempre accompagna, e sempre nel futuro accompagnerà, una qualunque innovazione quando estrema, come sempre tutti i materiali e le soluzioni estremamente innovative, cui quelle proposte da ID TWO Concept appartengono come categoria, devono essere collaudate separatamente, insieme, e alla lunga distanza.

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